Q & A Terry Dresbach

Traduzione tratta dal blog di Terry Dresbach. Articolo originale

Ho scelto una serie di domande a cui rispondere, e cercherò di farlo di tanto in tanto. Se volete che risponda ad una vostra domanda, dovete prima registrarvi nel forum e scrivetemi nel thread apposito.

Visto che  parte del secondo libro si svolge a Parigi e a Versailles, credo tu abbia diversi magazzini dove poter affittare i costumi, cosa che non potevi fare per altri show. Come ci si muove in questi casi?

Non proprio. Uno degli shock e delle sfide più grandi che ci siamo trovati ad affrontare quando abbiamo iniziato è stato vedere che lì non c’era molto da affittare. Prima di tutto, è uno stock alquanto limitato (che ne HANNO FATTO di tutti i costumi del film “Maria Antonietta”?), ma esistono comunque 5 milioni di show che attualmente vengono girati nel Regno Unito. Quest’ultimo sta fornendo importanti agevolazioni fiscali agli studios che girano qui, così c’è una sorta di fuga precipitosa da parte di Hollywood per andare nel Regno Unito. Fino a pochi anni fa, tra l’altro, c’era la consuetudine, da parte della televisione americana, di non lavorare su film storici.  Ma ora, col successo di GOT, Downton Abbey, ecc…, ci sono enormi file per usare le stesse location, la stessa crew, gli stessi costumi e lo stesso reparto sartoria. È assurdo. Così ti ritrovi da Angels a guardare gli scaffali di abbigliamento di altre produzioni mentre il freddo, il gelo e la paura diminuiscono. Nessuno crede che possa esistere un problema del genere poiché nessuno sa cosa facciamo realmente. Nemmeno le persone per cui lavoriamo. Come diavolo si riesce a fare tutto?…eppure è il nostro lavoro. Per questo abbiamo affrontato una sfida incredibile per la prima stagione, e molti dei costumi per le comparse erano comunque inadatti. Grazie a Dio che esistono i plaid e gli arisaid, pezzi di pelliccia attentamente disposti e altri arraffati. Abbiamo iniziato con circa 40 costumi per le comparse ma da quel momento ne abbiamo fatto molti altri a velocità folle. Incredibilmente ne abbiamo 160 ora come ora. Un giorno ne abbiamo avuti addirittura 300. Fate i calcoli.

La seconda stagione mi ha spaventata prima ancora di accettare di prenderne parte, per questa ragione. Nessuno studio televisivo è preparato come Versailles. Non conoscono i costumi dell’epoca più di quanto possa conoscerne una qualsiasi altra persona normale, e il dettaglio elaborato e perfetto richiesto per ricreare la Corte Francese è oltre la portata di uno show televisivo americano. Così, ho graffiato, pianto, preso a calci e urlato per circa un anno per questa cosa. Alla fine siamo stati ascoltati e ho presentato una specie di folle progetto sul come fare 1000 costumi. Non si può ancora entrare toppo nel dettaglio perché non lo abbiamo ancora terminato, e si devono dire molti Ave Maria, incrociare le dita e forse fare sacrifici rituali prima di sapere se possiamo farcela.
Realizzeremo tutti i nostri principali costumi perché è quello il nostro lavoro. I costumi di Claire devono essere suoi, così come quelli di Jamie. Devono essere costumi realizzati per Outlander e non per Pirati dei Caraibi.

Sviluppi le tue idee, cronologicamente parlando, basandoti sulla storia, oppure hai un’idea iniziale che sviluppi meglio quando viene presentata la programmazione delle riprese?

Sono incredibilmente fortunata ad avere per questo show un libro come riferimento e a conoscerlo, tra l’altro, molto bene dato che l’ho letto un sacco di volte nel corso degli anni. Di solito bisogna aspettare fino a che le sceneggiature vengano presentate, e bisogna pregare di avere abbastanza tempo per realizzare i costumi. La programmazione delle riprese è piuttosto affidabile, e ti dice quando una certa scena verrà girata. Ma spesso i tempi  vengono cambiati, ed ecco che vai ad infastidire le persone, facendo sapere loro che non potranno girare una scena perché i vestiti non sono pronti. L’80% di questo mestiere risiede nella negoziazione…potrei lavorare alle Nazioni Unite. Ma per questo show, dato che conosco la storia, ho un’idea generale di cosa è necessario e ho addirittura creato interi “armadi” per il nostro cast, subito pronti per l’utilizzo. Così, so che più in là verrà girata la scena dell’Adunanza, o del matrimonio, cose che normalmente non saprei di uno show non basato su un libro. É l’esempio di un complesso arazzo che tu devi sempre tessere.

I costumi vengono realizzati giorno e notte e devono rappresentare appieno un personaggio, e tu non sai mai realmente cosa richiedano le esigenze di riprese. Per questo tu inizialmente puoi pianificare la creazione di una pelliccia o di un plaid verde, ma poi arrivano gli script o la temperatura scende e tu devi aggiungere cose all’ultimo minuto che non erano pianificate. Si parla sempre di cambiamenti dell’ultimo minuto.

Chiedi mai consiglio a Diana Gabaldon per i costumi?

Ho abbastanza persone con cui avere a che fare. Sono grata a Diana per la fiducia accordatami.

Ci sono argomenti ancora non affrontati per quanto riguarda i primi otto episodi della stagione? Oltre al fatto di come si mette un kilt?

Ce ne sono di sicuro.

Altra domanda… la tua lista delle “cose da fare” contiene anche  “realizzazione della seconda stagione”…cosa comporta?

Significa  fare o costruire, progettare, fare modelli ecc…è cio che chiamiamo “costruzione”.

Ma dormi ogni tanto?

A volte. E non è abbastanza. Ci lasciamo trasportare principalmente dall’adrenalina. Ma quando ci fermiamo, crolliamo.

Per quanto riguarda il tuo tuo team…quando una produzione inizia uno show, tutta la crew si sposta in Scozia? Hai spiegato prima di come non hai potere decisionale sull’assunzione di nuovi creatori dal Regno Unito e che ti piacerebbe farlo, ma ricordo anche che hai detto che compreresti tessuti fatti a mano direttamente online…sono confuso perché sicuramente comprare da loro e commissionare qualcuno a creare un vestito equivale alla stessa cosa. Giusto? Te lo chiedo perché tesso nastri di lino colorati (di tutti i tipi…) che sono frequentemente utilizzati per indumenti d’epoca, sia per la loro praticità d’utilizzo sia come abbellimento, lavori di taglio ecc…e mi piacerebbe lavorare su queste cose per Outlander!

Dobbiamo assumere produttori dal Regno Unito. Assumere creatori da tutto il mondo significherebbe una enorme mal di testa in termini di problemi di immigrazione, e credo che ci siano restrizioni nel Regno Unito su queste cose. Così assumiamo un team di produttori che viene a lavorare ogni giorno col libro paga. Sono lavoratori assunti a tempo indeterminato. Raramente facciamo arrivare le cose da venditori esterni, giusto in qualche occasione. Per esempio, i cappelli di Dougal o le maglie di Claire e di Frank. Ora, posso comprare oggetti di vendita al dettaglio da qualsiasi parte. Se stessi lavorando per uno show dei nostri tempi, non realizzerei appositamente un paio di scarpe ma andrei a comprarle. È più complicato se parliamo di abiti d’epoca perché non c’è una linea di abbigliamento di XVIII secolo da “Marks e Spencer”. Ma posso comprare le cose qui e la, e lo faccio.  Ho acquistato pezzi lavorati a maglia, gioielli e chiaramente anche tessuti. Compriamo scarpe e vestiti in stock, cose che non potete vedere in camera, e tutte quelle cose tipo nastri, finiture, bottoni, fermagli ecc… .