Outlander: The Way Out, The Gathering and Rent – Dal blog di Bear McCreary

Gli episodi “The Way Out”, “The Gathering” e “Rent” sono stati emozionanti da realizzare poiché hanno ampliato la portata della serie e mi hanno spinto ad esplorare ulteriormente il mondo delle canzoni popolari scozzesi e della loro strumentazione. Non erano facili da studiare, tuttavia, poiché ognuno di loro aveva una forte connotazione, unica e irripetibile. Ovviamente, mentre la storia ha una struttura più ampia, che la porta a evolversi in modo graduale, ogni episodio è racchiuso in se stesso. Ciò nonostante, mi sembra di aver trovato a questo punto l’essenza stessa della colonna sonora, avendo fermamente stabilito le tematiche musicali dei personaggi e avendo introdotto almeno una dozzina di canzoni folk scozzesi.

Una cosa che spero sia diventata ormai ovvia per i fan è l’enorme differenza che si presenta di settimana in settimana: la musica della sigla principale cambia ogni settimana! Io e Ron eravamo eccitati all’idea di realizzare su misura la musica di ogni settimana per collegarla al tono dell’episodio che precedeva. La maggior parte della sequenza musicale d’apertura rimane la stessa: la vocalist Raya Yardbrough canta The Skye Boat Song sempre affiancata da una meravigliosa orchestra d’archi, da una banda di cornamuse e da rulli di tamburi scozzesi. La fine, tuttavia, cambia di settimana in settimana. Nel primo episodio, le cornamuse di Uilleann citano il ritornello finale della melodia prima di affievolirsi. Nel secondo episodio, un piffero identifica la melodia, poi raggiunto da un bodhrán, ed entrambi estendono il tema fino alla prima scena, fungendo da bridge (ndr, letteralmente “ponte”, indica un passaggio tra una melodia ed un’altra) tra il titolo e il primo accenno di colonna sonora. Nel terzo episodio, la sigla principale finisce con l’assolo di una arpa Celtica per anticipare la performance musicale che chiuderà l’episodio. Nel quarto episodio, possiamo sentire l’assolo di un violino e nel quinto uno strumento del XVII secolo chiamato viola da gamba. Questo significa che – a prima serie conclusa – esisteranno 15 variazioni uniche della sigla d’apertura!

Il terzo episodio, “The Way Out,” era memorabile perché presentava diverse performance musicali di Gwyllyn il Bardo, un personaggio interpretato dal musicista scozzese Gillebrìde Macmillan. I produttori volevano che le performance fossero sentite nel modo più naturale possibile, ma l’episodio presentò delle sfide “innate”, poiché non permise di servirci sul set della semplice registrazione live di un suonatore. Prima di tutto, le scene presentavano un dialogo sussurrato tra i personaggi durante la musica, così era impossibile registrare dal vivo. Inoltre, la performance finale dell’episodio rappresentava un notevole complesso di stratificazione musicale che richiedeva quanto più controllo e isolamento possibile da utilizzare nel mix finale.

Ancora ricordo distintamente di aver temuto il peggio mentre leggevo per la prima volta lo script della puntata. Innanzitutto, la canzone sarebbe dovuta iniziare come una performance live nella sala principale, durante la quale Jamie traduceva le parole della canzone per Claire. Poi, la musica sarebbe dovuta evolversi in partitura mentre la sequenza narrativa prendeva forma nella mente di Claire, e in seguito sarebbe dovuta esistere sia come una colonna sonora, sia come una canzone per i momenti finali dell’episodio. Con contemporanei livelli multipli di narrazione musicale e relativi strati di dialogo in sovrapposizione, sapevo che avrei dovuto porre particolare attenzione a questa scena.

A causa delle necessità di produzione, The Woman of Balnain, la canzone che conclude l’episodio, è stata in realtà la prima musica che ho scritto per Outlander. Le parole sono della stessa Diana Gabaldon, tratte dai suoi libri, e utilizzarle per questa collaborazione era il modo perfetto per iniziare la mia esperienza in questa serie! Mi sono gettato subito a capofitto nella lavorazione di un singolo pezzo di musica che potesse raggiungere le necessità della produzione e che potesse essere funzionale a Gillebrìde nel renderla facilmente sullo schermo. Gillebrìde ha fatto un lavoro fantastico con la melodia ed anche con le altre canzoni folkloristiche, “An Fhideag Airgeid” e “Gradh Geal Mo Chridhe”, che ha eseguito. Per permettere un maggior controllo nel mixaggio, ho ri-registrato le performance dell’arpa Celtica in modo tale da integrare lo strumento nella colonna sonora in generale e da collegarlo perfettamente, ma anche per poterlo sfruttare nei titoli di apertura.

La conclusione è stata uno spettacolo. La performance vocale di Gillebrìde è toccante e l’arpa registrata collega perfettamente la performance nella sala principale con la colonna sonora. Perfino con gli strati di musica diegetica ed extradiegetica (interna alla narrazione ed esterna), credo che la storia sia facile da seguire, e ancora più importante, l’impatto emotivo sia ben presente, ben visibile. Riusciamo a percepire l’esultanza di Claire e l’ondata di adrenalina che la pervade quando scopre che c’è un modo per tornare a casa.

Anche “The Way Out” ha momenti magnifici di colonna sonora. Durante il flashback dell’episodio, nella scena della stazione del treno con Frank, ho utilizzato solo l’assolo del clarinetto presente nel Tema di Frank, reminiscenza del primo episodio.

Le scene di Padre Bain sono registrate con un rumore fisso e pauroso, simile al suono di un organo che conferisce un tono minaccioso. Il rumore è stato creato attraverso un abbassamento digitale del rumore di una cornamusa in modo sufficiente da poterlo riprodurre acusticamente, conferendogli così un suono dal sapore chiaramente scozzese, tuttavia difficile da definire con precisione poiché non è davvero come il suono delle cornamuse. È una tecnica che esaminerò maggiormente nei prossimi episodi. La tecnologia mi rende possibile spingere i limiti delle cornamuse per farle diventare strumenti di stile orchestrale.

La mia traccia musicale musicale preferita fu scritta per il montaggio della scena in cui Claire lavora nel suo ambulatorio. Un assolo di violino offre una resa giocosa di “Comin’ Through The Rye”. I fan in attesa alla premiere del Comic-Con potrebbero ricordare il violinista Paul Cartwright e me suonare questo pezzo assieme prima della proiezione.

L’episodio seguente, “The Gathering”, mi ha permesso di citare molte altre mie canzoni popolari preferite. All’inizio dell’Adunanza, Mrs. Fitz conduce Claire attraverso il castello (incrociando Ron Moore e Diana Gabaldon durante i loro brevi ma meravigliosi camei!). In questa colonna sonora, pesanti percussioni e un violino accompagnano le cornamuse di Uilleann mentre suonano “The Haughs o’ Cromdale,” un pezzo che volevo conferisse alla scena un senso di importanza e un certo peso. Per incrementare la frenesia ho apportato un cambiamento ad un accordo che non è storicamente accurato, ma che da all’intera traccia un senso di slancio. Semplicemente, non ho resistito ad utilizzare un accordo moderno. Vediamo se riuscite ad individuarlo!

Alla fine dell’episodio, ho avuto un momento di euforia nello scrivere l’arrangiamento di una delle mie canzoni folk favorite, “Clean Pease Strae,” scritto per la vivace scena in cui Dougal si sfoga nel gioco dello shinty. Ho utilizzato un piffero, cornamuse Uilleann, piccole cornamuse scozzesi e un violino, resi un pizzico più veloci per adeguarli alla scena (avrei aggiunto anche una fisarmonica, ma ho l’ho trovato troppo dannatamente veloce e non ho avuto tempo per lavorarci su!). Il tempo rapidissimo ha spinto i suonatori ai loro limiti e ha dato alla traccia un senso di urgenza e divertimento che si abbinano stupendamente a ciò che accade sullo schermo.

La maggior parte della colonna sonora per “The Gathering” è delicata e pensierosa, e segue il piano di Claire di scappare nella notte. La fuga di Claire è sottolineata da un’energica composizione in 6/8 di chitarre acustiche dal ritmo scoppiettante, zimbalon, shakers e bodhrán, strumenti che creano le fondamenta della tensione armonica creata poi da piccoli ensamble d’archi e di cornamuse scozzesi.

Claire alla fine incontra Jamie nelle stalle, e lui la convince a non fuggire dal castello. Per le loro scene, ho citato arrangiamenti dal tema di Claire e Jamie:

La traccia più emozionante dell’episodio arriva alla fine. Dougal informa Claire che lei lo accompagnerà nel viaggio per raccogliere le rendite. Qui, l’assolo di violino introduce una figura energica di 9/8, presto raggiunta da archi, bodhrán, arpa Celtica e chitarre acustiche strimpellate.

Le cornamuse Uilleann introducono una versione stimolante del tema di Claire e Jamie, che ci riportano alla dissolvenza in nero fino agli energici titoli di coda che promettono nuove avventure.

Quella promessa viene ripagata magnificamente nel quinto episodio, “Rent”, un episodio che si classifica nella mia lista degli episodi preferiti della prima stagione a causa della sua attenzione ai dettagli storici. In questo episodio, Claire viaggia con i suoi nuovi compagni e si lascia alle spalle Castle Leoch. I panorami sono vasti e maestosi. Ero tentato di riempire questa meravigliosa cinematografia con enormi passaggi d’orchestra, ma mi sono dovuto fermare. Mentre le visuali sono sbalorditive, la nostra protagonista si sente intrappolata e soffocata, oltre che sminuita da compagni che lei crede si prendano gioco di lei. Per rinforzare la storia ho abbassato il volume della musica, sottolineando l’idea che lei sia ancora intrappolata, nonostante le vedute suggeriscano tutt’altro.

Ero profondamente emozionato per questo episodio perché si collega direttamente alla storia di un periodo che ho sempre amato. Claire gradualmente realizza che Dougal non è un criminale che deruba i suoi contadini, ma è un ribelle che di fatto raccoglie fondi per organizzare un esercito giacobita. Alla fine, le viene in mente che tutti questi uomini, per i quali ha cominciato a provare in un certo senso affetto, verranno probabilmente massacrati tra due anni alla Battaglia di Culloden. Con la serie che si collega direttamente alla politica dell’epoca, mi sono sentito costretto ad utilizzare canzoni folk che accompagnassero la narrazione.

La prima traccia dell’episodio si sente durante la scena in cui i contadini pagano i loro tributi a Dougal. Qui, due viola da gamba, fisarmonica e arpa Celtica rendono il mio scherzoso arrangiamento de “To the Begging I Will Go”. Nella seconda metà, questi strumenti sono raggiunti da chitarre, bodhrán e cornamuse Uilleann che subentrano nella melodia. Le parole di questa nota canzone riguardano la povertà, così l’ho scelta per evidenziare la visione di Claire. Lei crede che Dougal stia raccogliendo i soldi per se stesso, costringendo i suoi contadini alla povertà per il suo profitto personale. Per la maggior parte del pubblico, questo strato aggiuntivo di significato passerà inosservato, ma l’ho voluto tenere per quelli che riescono a cogliere questa cosa. Inoltre, anche se lo spettatore non conosce le parole o la storia della canzone, c’è una qualità della melodia strisciante e un tempo che lasciano intendere i sospetti di Claire.

Alcune delle più autentiche musiche popolari che sentirete in questa stagione si trovano in questo episodio, sia nella scena con il gruppo che lavora la lana, sia nelle scene di viaggio dove gli Scozzesi cantano. Ho lavorato con gli scrittori e i produttori per aiutarli a selezionare il materiale per queste scene, ma la vera autenticità proviene dalla scena del gruppo che lavora la lana, una vera chicca. Ero estatico per questa scena perché era davvero autentica.

Il più importante motivo popolare che ho citato in questo episodio è “The Skye Boat Song”, utilizzata nel momento in cui Claire alla fine capisce le reali intenzioni di Dougal. Volevo introdurre un po’ di musica qui che potesse fungere da inno per la causa Giacobita. Come per “To the Begging I Will Go”, ogni spettatore che conosce la storia di questa musica sa che si riferisce al “Buon Principe Carlo”. Tuttavia, la bellezza nell’aver selezionato questo canzone risiede nel fatto che, a questo punto della serie, ogni spettatore sente intimamente familiare la melodia: è il nostro tema musicale! La mia speranza è che la familiarità che ne deriva scateni una reazione emotiva per la realizzazione di Claire, anche se lo spettatore non sa ancora su cosa verta la causa Giacobita. Idealmente, anche solo l’ascolto del Tema Principale citato in un episodio per la prima volta, informerà immediatamente gli spettatori che qualcosa di importante sta accadendo.

Verso la fine dell’episodio, Claire e i suoi compagni incontrano gli Scozzesi crucifissi lungo i lati della strada. Questo fa iniziare un elegante montaggio che funge da ponte tra la scena del funerale e il successivo discorso di Dougal per manifestare supporto alla causa scozzese. Ho sottolineato l’intera sequenza con un toccante arrangiamento de “The Highland Widow’s Lament”, eseguito da un violino e supportato dagli archi. Le parole più famose per questa melodia, scritte da Robert Burns, datano ad un periodo poco successivo rispetto al nostro momento storico, ma è certamente pensabile che la stessa melodia esistesse già nel 1743. Ancora più importante, tuttavia, è che l’emozione in questa canzone rispecchi un collegamento perfetto per la tetra scena. Ricordo benissimo quando l’ho diretta durante la sessione musicale e le lacrime che sono scese quando ho visto la scena in tv.

L’umore tetro dell’episodio viene alleggerito un po’ durante la successiva stimolante rissa al bar, che ho sottolineato con “The High Road to Linton”, eseguita con cornamuse scozzesi e bodhrán (ho letto un tweet di un fan perspicace in cui osservava che probabilmente dovevo avere una clausola nel contratto che richiedeva una scena di combattimento in ogni episodio con relativa traccia musicale up-tempo delle cornamuse. Magari!).

L’ultimo tema popolare in “Rent” è utilizzato durante il flashback di Claire in cui visita Culloden con Frank. A questo punto, ogni scena con Frank è stata sottolineata con il Tema di Frank in una variazione o un’altra, affinché la loro relazione venisse rafforzata. Tuttavia, questa scena è stata utilizzata per uno scopo differente, fungendo piuttosto da espediente narrativo per informare il pubblico del significato di Culloden. Il Tema di Frank qui sarebbe stato inappropriato.

Invece, ho preferito un arrangiamento con arpa Celtica per la canzone “Ye Jacobites by Name”. Le parole, di nuovo scritte di Burns, evidenziano la tragedia dell’insurrezione Giacobita. Sono sempre stato innamorato dell’ultimo verso “…e lasciare un uomo al proprio destino”, e ho percepito la perfezione dolorosa di accostarlo a questa scena. Di nuovo, gli spettatori non nuovi a questa melodia, sicuramente avranno apprezzato la cosa. Spero, tuttavia, che gli spettatori che in precedenza non conoscevano la canzone siano ugualmente emozionati dalla natura melanconica della musica. Un assolo di arpa Celtica che attraversa un letto di infausti bassi archi suona funereo in qualsiasi contesto.

Nel pezzo musicale finale dell’episodio, Claire e Dougal d’improvviso incontrano le giubbe rosse, tematicamente rappresentate da un ritmo militare eseguito con tamburi senza  rullanti. É un tono che ho già utilizzato per rappresentare le giubbe rosse negli episodi “Sassenach” e “Castle Leoch”, e che diventerà ancora più importante nei prossimi episodi.

Non ci sono due episodi che si assomiglino, e su questo punto i prossimi tre episodi presentati avranno difficoltà ben più grandi. Scriverò di nuovo sul blog esattamente tra tre settimane. Grazie a tutti per aver guardato, ascoltato e letto!

-Bear

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