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Outlander sta cambiando i ruoli di genere nei media?

Non si è mai visto in televisione un personaggio come Jamie. Cosa comporterà per il mercato dell’intrattenimento e come cambierà la rappresentazione della violenza di genere in tv?

 

L’altra notte sono andato al Paley Fest con la mia fidanzata per guardare una sessione di Q&A (e un nuovo episodio) di Outlander, la nuova serie della Starz basata sugli straordinari libri di Diana Gabaldon. Mentre me ne stavo seduto in mezzo a un gruppo di donne (adulte) urlanti, ho percepito come la definizione di genere (e di violenza di genere) sta cominciando a cambiare e cambierà nei prossimi anni nei media. Stiamo assistendo alla scomparsa degli show con protagonisti principali uomini bianchi cisgender. Le case di produzione sono diventate consapevoli del fatto che il mercato non è binario, e stanno rispondendo con show che propongono diversi tipi di mascolinità, con donne protagoniste. C’è ancora del lavoro da fare, ma stiamo andando nella giusta direzione.

Mentre la prima stagione è ambientata in Scozia ( persone bianche ovunque) si stanno già piantando i semi che porteranno nelle prossime stagioni a mostrarsi situazioni di genere ben più sfumate.

Se non conoscete la serie, parla di una donna di nome Claire che si ritrova nel passato, precisamente nella Scozia del 1700. Si ritrova divisa tra due mondi entrambi in guerra due mariti e due diverse sensibilità circa di diritti delle donne.

La protagonista è una donna ma tutti aspettano un uomo – Jamie Frasere – che il produttore esecutivo Ronald D. Moore (Battlestar Gallactica) chiama “the king of men.”

Outlander Jaime Fraser

In TV non si è mai visto un personaggio come Jamie. E’ un uomo forte e possente, eroico e nobile, ma anche in grado di essere affettuoso e romantico. E’ modellato dalle tradizioni del tempo ma è anche in grado di ripensarle per andare incontro alle proteste di sua moglie . C’è una discussione tra Jamie a Claire riguardo il concetto di moglie come oggetto di proprietà del marito, che crea una situazione di tensione che moltissime delle donne con cui ho parlato ha trovato eccitante e interessante. Nel profondo, credo che molte donne sognino un marito da chiamare “padrone” proprio come fa Claire nei momenti di estasi…cosa che ho trovato sconcertante, almeno inizialmente. Ho poi capito che non si tratta di avere un padrone, quanto piuttosto dell’idea di essere uno il padrone dell’altra. Lei è la sua padrona, e lui il suo. Si tratta di essere responsabili per l’altro, e questo piace a moltissime donne (e uomini).

Da uomo femministta con una conoscenza storica scolastica, sono rimasto sconvolto da quello che arriverà con la seconda metà di stagione. C’è una scena di sculacciamento che viene passata come comica ma che da il via a un importante dialogo interiore su come il marito dovrebbe trattare la propria moglie nonostante le tradizioni. Più avanti ci sarà un scena di stupro maschile che sarà in grado di farci meglio comprendere il dramma del trauma degli uomini che ne sono stati vittima in un modo incredibile.

Con tutte queste situazioni sul piatto, direi che le cose stanno cambiando. Le donne presenti alla proiezione erano eccitate dall’idea di un personaggio maschile vittima, al post del solito personaggio femminile – mi ha disgustato questo pensiero fino a che non mi sono reso conto che scene di stupro femminile sono entrate di diritto nel mondo cinematografico fino dal film Herm’s Way del 1965.

Lo stupro di donne è stato un classico plot twist per anni, e ora la situazione sta cambiando. Da attivista contro la violenza sessuale da 12 anni, odio la glorificazione di questo tipo di violenza ma capisco anche perchè è esattamente cioè che ci si aspetterebbe da trame meno rivoluzionarie di questa.

E voi, fa di Outlander, cosa ne pensate? Mi sto dimenticando di qualcosa?

 

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