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Le lamentele di una Sassenach: Una serie di sfortunati eventi

Decima tortura – Una serie di sfortunati eventi

Ammetto che oggi non mi sento particolarmente in forma; che siano i trenta grandi praticamente estivi che si fiondano sulla Sardegna settentrionale oppure la mole di studio, mi sento di criticare questa puntata fin dall’inizio. E sappiate che ho iniziato a scrivere senza neanche aver guardato la puntata.

Una serie di sfortunati eventi. Vi ricorda nulla questo titolo? Un certa persona per metà limone e per metà snack? Tre ragazzi, fratelli, dotati di sorprendenti capacità? Che sia stato copiato questo titolo – storpiando completamente quello inglese – per la straordinaria capacità delle nostre tre donne?

Liiri: rompere le balle, farsi odiare, zoccoleggiare, rompere le balle, farsi odiare, zoccoleggiare… la lista, per quanto monotona, sembra essere infinita.

Cler: finire nei casini, venir salvata da Geimi, finire nei casini, venir salvata da Geimi…

Ghilis: farsi i fatti altrui, sedurre persone ricche, prendere soldi, stregoneggiare…

Il tutto ancora di più rispetto all’inglese. (Claire, lo sai che ti adoro).

Comunque, tutte queste cose, a quanto pare, portano ad una serie di sfortunati eventi.

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Dopo questa non bellissima locandina, “finalmente” inizia la puntata, quindi…

Stavolta non pare abbiano doppiato i gemiti di Claire, ma c’è anche da dire che sono anche giusti. Sono dovuti. Però Gemi, potresti anche aprire la porta e… svegliarti. Pigrone. Beh, perdonate Merdagh, non era colpa sua. GIMI, non puoi fare affidamento sul Duca, no.

Ehm, con quella voce… mio caro GIMI, in questo modo ciò che ti spetta è solo un colpo definitivo in testa. Altro che grazia.

Ma Cler arriva da Liiri e… Mrs Fitz, levati dalle palle che devono parlare! Lei e LERI!

“Ditemi pure quello che avete da dire, ho delle faccende da sbrigare”

ovvero mostrare le tette a tuo marito.

“Gemi Freser era ed è ancora mio”

l’ha comprato all’IKEA? Non l’hanno rimborsata, povera.  Ma… CIAFF! In inglese mi sembrava appena appena molto più schiaffoso, sbaglio? Vi prego, ripetete quella scena all’infinito!

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Oh ragazze/i ma Mr. Duncan non vi sembra Pumba? Guardate bene, potete quasi veder la nuvoletta verde… ma non c’è Timon che lo blocca, purtroppo.

Changeling. Una parola che descrive un qualcosa della mitologia celtica. Molto meglio trasformarlo in un banalissimo bambino scambiato, utilizzando un giro di parole lunghissimo. Come definire l’idra un enorme serpente con tantissime teste che ricrescono quando si tagliano. Un bambino scambiato.

Sassone. Mi dispiace mie care amiche e miei cari amici ma, arrivati alla decima puntata ancora il nostro amato “Sassenach” non arriverà mai, non lo sentiremo mai nella versione italiana. Quindi arrendiamoci all’evidenza e sventoliamo bandiera bianca, assieme ai figli scambiati. Mi dispiace, le mie più sentite condoglianze. Siamo con Giac, il topino di Cenerentola, che deve sfidare Lucifero.

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Ommioddio, vi prego, ridatemi la voce orrendamente perfetta del Duca di Sandringham.  “Aforismi su ciò che è più prezioso e più acuto”, non ha tempo il tempo per considerare queste “diffamatorie e infondate falsità”. Bellissima frase inserita nel suo libro. Che ci sia la Fox dietro il duca di Sandringham? Se fosse realmente così?! E che la minaccia del collo da cigno e della divisione della testa e del collo fosse una minaccia implicita nei miei confronti? Mhm, mi sa che mi salvo dato che non ho affatto un collo da cigno.

Alla fine sembra che il sortilegio di Ghillis abbia fatto effetto e Moura muore. Il “povero” Dugal esce fuori di testa ma si riesce a trovare un rimedio e Angus brinda a Moura. “To the fair Maura!” che tradotto sarebbe “Alla bella Maura!” e “Not even a blind man would think she was bonnie” ovvero “nemmeno un cieco avrebbe pensato fosse bella”… beh, siori e siore, nella versione italiana diventa “Brindiamo a lei!” e “nemmeno il più cieco fra gli uomini l’avrebbe bramata”. Ci starebbe se subito dopo non ci fosse l’espressione di Angus che dice palesemente “ho fatto una figura di merda”. Perché l’ha fatta.

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Geimi, davvero vuoi che il Duca ti copra le spalle? E’ proprio questo ciò che vuoi? Davvero? Ne sei proprio sicuro? Ricordati che incarni la sublime combinazione di bellezza e belligeranza… guarda come ti carezza il mento.

Ora, carissimi della Fox… “Quid pro quo” è conosciuto in tutto il mondo, credo. E’ già latino. Che bisogno c’è di tradurlo in “Do ut des”, oltretutto facendolo male?

E sarà irrilevante ma, traducono tutto, soprattutto quello che non devono e “Gentleman”, che potrebbero tranquillamente tradurlo, lo lasciano così come è.

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Anche Arthur Duncan vi fa l’applauso prima di morire.

Facciamo un altro applauso anche per Dugal che, soddisfatto, informa Collum che Ghillis è incinta di suo figlio. Beh, sembra che glielo stia per fare suo fratello il meritato applauso con tanto di “Braaaaaavo… non si fanno però queste cose, brutto monellaccio!”.

Questi sono tempi difficili, MO NIGHEAN DONN

ah no… scusate.

Questi sono tempi difficili, mia bella bruna

Tranquillo, Dugal. Lo mangiamo noi, Geimi dopo averlo sgozzato, squartato e fatto a fettine. Neanche perdiamo tempo a cucinarlo. Prima un bell’ “Amore mio”, poi “Mia bella bruna”. Nagini, altro spuntino per te.

Thammas, potevi dircelo che avresti avuto quella voce. Avremmo impedito a Cler di darti la belladonna e di salvarti dal “giglio della valle”!

In conclusione, giusto perché non abbiamo parlato molto di lei… Liiri, sei una grandissima tr… antipatica!

Stavolta non hanno fatto molto, ma quel poco l’hanno comunque rovinato in malo modo quindi ci conviene semplicemente imitare Dougal, e berci su.

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Pensate al lato positivo che in inglese diventa negativo: solo altre SEI puntate di questa tortura, con la speranza che nella seconda serie migliorino un minimo. D’altronde lo dice anche Geimi che questi sono tempi difficili.

DINNA FASH YERSELF AGUS SLAINTE MHATH.