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Lamentele di una Sassenach: non tutte (quasi) si infilano giù per il gozzo.

Latha math Lassies agus Lads (Salve ragazze e ragazzi),

 

benvenuti alla nuova puntata di “Lamentele di una Sassenach” dove me medesima spera vivamente in un’impossibile redenzione da parte di coloro che tanti danni e sofferenze hanno procurato a coloro che, dopo aver visto le puntate originali, hanno avuto la forza di guardare quelle in italiano. E anche coloro che ancora non sono passati al lato della luce ma rimangono imbrigliati nel lato oscuro.

E Darth Vader rabbrividisce all’idea di essere il padrone di tale lato dove c’è pure questo. Sono perdonate/i coloro che per stanchezza, problemi e qualsiasi altro motivo valido non seguono l’originale ma l’italiano ma non sono perdonate/i se, nonostante tutto, dicono che è bello. Sì, è bella la storia, sono belli loro ed è bello tutto ma lo sarebbe molto di più se non ci fosse direttamente l’audio. Aye, dopo l’ultima puntata, la 1×12, la penso così. Meglio il nulla allo schifo prodotto. Ma pensiamola così, mancano solo tre puntate alla fine di tale atrocità e, a differenza dell’originale, non sentiremo la mancanza.

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Andando in ordine e iniziamo le lamentele della tredicesima puntata partendo proprio dai primi minuti di vita dell’episodio, dal titolo: “The Watch“. Questo benedetto titolo è stato chiamato prima “Guardia” nei sottotitoli, “Ronda” nel quinto episodio italiano e ora “La vigilanza“. Giusto per non farci mancare nulla, no? Ringraziamo che non si vede in nessun altro episodio altrimenti questo gruppo di uomini l’avrebbero chiamato “La sorveglianza”, “La protezione”, “La custodia” e così via. Sono sinonimi, ok. Però… sì, sono pignola e più vanno avanti gli episodi e più la cosa peggiora. Specie dopo non aver visto nuovi episodi di Outlander.

Prosegue subito dopo, a distanza di qualche secondo dal titolo. “I hope you kept yer powder dry. Misfire… and I’ll ram my pistol down yer gullet”. Tralasciando l’ambiguità, che ormai ci siamo abituati e si nota in ogni lingua – inglese, sottotitoli in italiano e italiano –, come reagireste voi se vi dicessero “Spero che abbiate tenuto la polvere all’asciutto… se non funziona, vi infilo la mia pistola giù per il gozzo”? Cioè… ok, traduzione esemplare ma renderlo un po’ tutto meno letterale? Io gli riderei in faccia invece che temerlo. I beg you pardon, Sir and Mistress.

“Taing Dhut”, “Slainte Mhath”, “Gun Dail”, “A Bhalaich” sono termini che sono stati lasciati in gaelico. Onestamente, perchè questi sì e “Sassenach” no? Eh? Perchè il termine fondamentale, principale, vitale di questo telefilm non è stato lasciato? No, davvero… non riesco a spiegarmelo e non ha neanche più senso la spiegazione data dalla Fox stessa. “Aye” non piace ripeterlo più volte… meglio sostituirlo con un “Certo”, “D’accordo”. Ma sì, non abbiamo nulla da dire.

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Maria Stuarda, abbreviato Mostarda. Che bellissimo nome, incantevole. Straordinario.

Mi lascia senza parole. Ok, va bene che lo traducono sempre così, però… mi aspetto un Clara, Giacomo, Giovanni, Gianna. Il suo nome è Mary Stuart… cioè come li chiamerete Bonnie Prince Charlie e Padre? Gli Stuardi? No, perché ci tengo a sottolineare che Stuart è un cognome non un soprannome. Piccolo particolare che sottolineo in qualsiasi telefilm. L’ho fatto anche nelle puntate in italiano di Reign.

Ma la cosa più bella di tutto l’episodio, in cui mi congratulo per l’avermi fatto scrivere molto poco rispetto al solito, praticamente nulla, è un “Bloody Hell” tradotto in “Cristo Onnipotente”. Ora, non è stato tradotto a dovere “Jesus H. Roosevelt Christ” ma questo, che non ci sta a fare nulla, che non ha né capo né coda… qui Cristo viene tirato in ballo, utilizzato come traduzione per un’imprecazione contro il diavolo. Seriamente? Dai, davvero? Un “Porco diavolo”, “all’inferno”, “dannazione”… cose del genere magari. No, sarebbe stato troppo bello, troppo coerente.

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Detto questo, devo ammettere che non è stata poi così oscena come puntata. Anzi, levando la parte di Jenny mi ritrovo a dire che era ottima come puntata. Levando pure il gozzo. Levando pure Stuarda. Levando pure le unghie sulla lavagna con la transizione della musica, solo un poco ritardate. No, non ho la febbre ma solo tanto caldo dato che è l’una, all’incirca, e segna 26 gradi. Continuate più o meno così, su questa strada altrimenti, come detto prima, non sentiremo la mancanza di Outlander in italiano Anzi spereremo che vi rendiate realmente conto di cosa avete fatto. Ma sarà una speranza vana, secondo me. Oppure ci riusciremo, noi folli sostenitrici/sostenitori della coerenza, della verità, dell’originale gaelico/inglese, trionferemo e saremo tutte soddisfatte/i.  Magari vi fischiano tanto le orecchie e non ci sopportate più? Se fosse così, ben vi sta! Non è il caso di ringraziare, figuratevi.

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DINNA FASH YERSELF AGUS SLAINTE MHATH