La religione in Scozia al tempo delle rivolte giacobite

Dato che molti sono stati entusiasti all’idea (lanciata ingenuamente da me) di una serie di post sulla situazione storica della Scozia al tempo delle rivolte giacobite, ho deciso di scrivere il primo di questi interventi. Spero davvero che possano piacervi e che non vi annoiate a leggerla. Scusate se è venuto lungo ma ho addirittura tagliato delle parti!

In che condizioni religiose era l’Europa all’epoca?

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Fino al 1517 tutta l’Europa era rimasta saldamente fedele alla chiesa cattolica ed al Papa di Roma (con l’eccezione di buona parte dell’Europa orientale, che da secoli aderiva alla chiesa ortodossa). In quell’anno però cominciò il processo noto come riforma protestante: teologi e predicatori (i maggiori furono Martin Lutero e Giovanni Calvino) iniziarono a diffondere l’idea di una chiesa sempre cristiana ma teologicamente e strutturalmente diversa da quella cattolica. Fu come accendere un fuoco in un campo di erba secca, in breve tempo aderirono alla riforma protestante molti paesi europei: si convertirono Norvegia, Svizzera, Svezia, Olanda, Finlandia, Islanda, Danimarca, la maggior parte della Germania, della Lettonia e dell’Estonia, più minoranze consistenti di popolazione in Ungheria, Transilvania e Francia.

In Italia aderì al Protestantesimo la pre-esistente chiesa Valdese, nata come movimento di rinnovamento interno alla chiesa Cattolica e scomunicata già da secoli (la chiesa Valdese è tutt’ora esistente e praticante). Anche la Scozia aderì a questo processo grazie alla predicazione di John Knox, che si era formato teologicamente a Ginevra seguendo gli insegnamenti di Giovanni Calvino; in Outlander (il telefilm) sembra a volte che la Scozia fosse totalmente cattolica ma, come vedremo tra poche righe, non era cosi.

In che cosa si differenzia il Protestantesimo dal Cattolicesimo?
In estrema sintesi possiamo dire che i principi della riforma protestante sono: Sola Gratia (il credente viene salvato per opera della Grazia di Dio e non per le sue buone azioni), Sola Fide (il credente è chiamato semplicemente a credere alle Scritture ed all’opera salvifica di Gesù), Solus Christus (Gesù come unico intermediario tra uomo e Dio: niente culto dei Santi o della Madonna), Sola Scriptura (la Bibbia come unica fonte di fede, rifiuto della tradizione cattolica e di tutti i dogmi e sacramenti non contenuti nella Bibbia: niente cresima, confessione o estrema unzione, niente ascensione in cielo di Maria, ecc), Soli Deo Gloria (tutto nel mondo deve andare a maggior gloria di Dio: le buone opere devono essere fatte non per guadagnarsi il Paradiso ma per maggior gloria di Dio), sacerdozio universale di tutti i credenti (non esiste la figura di un mediatore tra l’essere umano e Dio, tranne Gesù. I pastori protestanti sono solo maestri di teologia che possono sposarsi ed avere figli), Ecclesia semper reformanda (la chiesa dev’essere costantemente in movimento, riformandosi continuamente).

In che condizioni religiose era la Gran Bretagna?

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Attorno al 1530 il re d’Inghilterra, Enrico VIII°, aveva iniziato una serie di riforme atte a fare di se stesso il capo supremo della chiesa d’Inghilterra. Era iniziato il processo che avrebbe portato alla creazione della chiesa anglicana. Per comodità si usa dire gli anglicani sono protestanti ma in realtà essi hanno una teologia a metà strada tra Protestantesimo e Cattolicesimo, anzi la formula esatta è “riformati ma non protestanti, cattolici ma non romani”. Il sovrano aveva ovviamente cercato di diffondere la chiesa anglicana non solo in Inghilterra ma anche in Scozia e Galles, in quest’ultimo caso ebbe un certo successo ma in Scozia la situazione era molto più spinosa.

In che condizioni religiose era la Scozia?

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Quando prendono atto le vicende narrate in Outlander (1743-1746), in Scozia si era creata la situazione che sopravvive ancora oggi: la convivenza di tre diverse religioni. La maggioranza della popolazione era devota alla chiesa di Scozia (protestante) ma con forti minoranze devote alla chiesa episcopale scozzese (anglicana) ed alla chiesa cattolica.
In Outlander sembra che la situazione della rivolte giacobite fosse semplicemente “cattolici contro protestanti” ma non era cosi: gli Stuart avevano diversi protestanti tra le loro fila mentre dall’altra parte il re d’Inghilterra non era propriamente un protestante ma, come abbiamo visto, un anglicano (sebbene sia storicamente appurato il fatto che i cattolici considerassero gli anglicani come dei protestanti di fatto).
Nella battaglia di Culloden c’erano protestanti su entrambi i fronti (anche se i cattolici erano in effetti quasi tutti per Bonnie Prince Charlie) poichè gli Stuart avevano introdotto in passato riforme non solo in favore dei cattolici ma anche dei protestanti non anglicani. A Culloden c’erano persino scozzesi nell’esercito inglese che combatterono contro il Bonnie Prince ma di questo parlerò un’altra volta e per ora mi fermo qui: se questo post chilometrico vi ha interessato non perdetevi il prossimo, che sarà intitolato “Ascesa e declino di casa Stuart”.

Grazie a Stefano Mangusta per l’interessante articolo!