COMMENTO AL FILM #1 – Adattamenti, Logistica e Testicoli

Traduzione dalla pagina Facebook ufficiale di Diana Gabaldon [ Articolo Originale ]

Dal momento che le varie presentazioni del libro [MOBY, N.d.T] in giro per il mondo sono concluse (grazie a DIO!) e lo show è in pausa, abbiamo un po’ di tempo per fermarci, pensare e controllare tutte le email arretrate…

Quindi — ho pensato di rispondere ad alcuni commenti e alcune domande recenti sull’episodio 8, non tanto per confutare le opinioni personali di ognuno di voi – ognuno la pensa come vuole – ma per mostrarvi un po’ come funzionano le cose.

Mentre la maggior parte delle persone era estremamente concentrata – come avrebbe dovuto essere, in fondo; è stato un episodio meraviglioso – ce ne sono state altre arrabbiate per l’omissione di alcuni dettagli del libro, tra cui:

  • Un dialogo fitto fitto tra Jamie e Claire;
  • Alcune scene di intimità;
  • Claire che cura alcune persone qui e là;
  • E più nello specifico…la scena dell’alga… quella subito dopo il raid dei Grant;

(Qualcuno ha suggerito anche che avremmo dovuto vedere i soldati inglesi intenti a pedinare Claire, piuttosto che vederli spuntare fuori all’improvviso per catturarla mentre lei si avvicina alle pietre).

E ci sono state diverse domande a proposito della scena coi“Disertori”, per lo più rivolte a informarsi se Claire fosse stata davvero violentata o no (e se sì, che razza di stupido è stato Jamie per essersene andato a parlare con Dougal invece di cullarla e calmarla teneramente, ecc…).

OK.

Come ho già detto in risposta a uno di questi curiosi:

“Beh… I dettagli che stai sottolineando determinano proprio la maggiore differenza tra il Libro e lo Show: il Tempo.

TUTTE le cose che volevi vedere – il dialogo mancante tra Jamie e Claire, le scene di intimità, la costruzione del loro rapporto, Claire che cura le persone, ecc… – TUTTE queste, sono cose che richiederebbero del tempo extra (“extra”, in uno show televisivo, è qualcosa che dura più di 60 secondi). Nessuna di queste è una scena d’azione, nessuna di loro muove la trama in modo diretto.

Gli episodi hanno 52-55 minuti per fare ogni cosa che deve essere fatta. Non c’è tempo per girare scene carine, ma non essenziali del tipo “Oh, aspettatemi mentre curo tutto il gruppo, mentre bendo la mano bruciacchiata di Angus e metto a posto un dente a Ned Gowan” o anche “Oh, mio Dio, anche se abbiamo appena fatto sesso, rifacciamolo…”.

In breve… se vuoi più cose di quel tipo, le puoi avere. Nel libro.”

Ora, un adattamento di successo è sempre in bilico tra le necessità della storia e le esigenze della forma con cui renderla. Come fa notare Andrew Marvell in “Alla Sua Amante Ritrosa” –

“Avessimo abbastanza Spazio e Tempo, non sarebbe un delitto, Signora, la vostra ritrosia…”

– io ho a disposizione tanto il mondo quanto il tempo in un racconto; sostanzialmente ho tutto quello che voglio. Posso modellare la storia per adattarla alla mia velocità, al mio ritmo, a focus e climax. Così possono fare anche gli show-runner e il loro team di scrittori – ma loro non hanno né tutto il mondo né tutto il tempo a disposizione. Devono decidere cosa sia essenziale, e poi su questa scelta modellare la storia, tenendo sempre presente il tempo a disposizione in un episodio da 55 minuti, in maniera tale da descrivere un “arco” drammatico soddisfacente.

Quindi…

(in risposta alla persona che si è lamentata per l’arrivo improvviso dei soldati inglesi):

“Ma…anche nel libro le giubbe rosse vengono fuori “dal nulla” quando tirano fuori Claire dal ruscello. Non è che non sono lì fin dal principio, è che in nessun caso Claire li vede realmente perché è completamente concentrata sul suo obiettivo… ed è come se fossimo nella sua testa, per questo non li vediamo neppure noi.

Mostrare i soldati entrare in scena mentre Claire sta salendo la collina urlando il nome di Frank, ci avrebbe dato una tipologia diversa di suspense, ma sarebbe stata una distrazione dal crescente senso di disperata speranza tra Claire e Frank. E quello doveva essere il punto fondamentale della scena.

Vedi, uno degli strumenti principali per il buon racconto di una storia è l’attenzione; far vedere al lettore/spettatore ciò che vuoi far vedere loro. E la realtà fisica è davvero una piccola parte di tutto ciò. Il fatto che X dovesse essere necessariamente lì da qualche parte, potrebbe avere senso nella realtà, ma non è rilevante, così non lo si fa vedere”.

Ora, il focus di quella scena è davvero ciò che la controlla, e perciò detta i cambiamenti rispetto al libro. Diverse persone si sono sentite deluse nel non vedere Claire cadere in acqua ed esser tirata fuori dalle giubbe rosse. Per quanto la scena sarebbe stata divertente da vedere, è comunque semplicemente un modo di interrompere la sua corsa a capofitto verso le pietre, un modo per vederla invece finire nelle grinfie del capitano Randall. Il modo in cui è stata resa la scena, in fondo, raggiunge lo stesso obiettivo, ma ne sottolinea un aspetto molto solido e drammatico della sua nostalgia per Frank e viceversa. Così la forma adattata non sminuisce la versione originale; a conti fatti, è un’aggiunta e ci dà un ottimo “due in uno”, unendo trama e sviluppo dei personaggi/promemoria del retroscena.

Quando Ron ed io ci incontrammo a New York per la prima assoluta dell’“Outlander Fan”, condividemmo il tragitto verso il luogo dove si sarebbe tenuto l’evento e parlammo del libro. Io gli spiegai del perché i fiori a Craigh na Dun dovevano essere i “Non ti scordar di me” e perché il fantasma era lì (e no, non ve lo dico ragazzi; lo scoprirete prima o poi), e lui mi disse la sua personale visione di quella scena, con Claire e Frank che si avvicinano alle pietre dalla stessa parte. Ho pensato fosse una grande idea e accettai.

Vedete, la scena è qualcosa che non ho potuto rendere nei libri perché l’intera trama è completamente narrata dal punto di vista di Claire. Non possiamo vedere cosa Frank stia facendo e stia passando dopo la scomparsa di Claire. Ho conservato la preoccupazione di Claire circa il suo attaccamento a Frank attraverso il pensiero verso il marito e il suo affliggersi per lui ogni tanto, ma è una questione tutta intima; l’unico modo per rendere un monologo interno in un mezzo visivo sono le voci fuori campo, e credo che tutti siate d’accordo che è un bene limitare questa tecnica al minimo…

Ma è facile cambiare il tempo, lo spazio e i punti di vista in un mezzo visivo; un ciak e ci sei. Inoltre, visto il limite spazio-temporale degli episodi singoli, l’equilibrio tra i vari punti di vista è più facile da raggiungere.

Tecnicamente parlando, è possibile utilizzare punti di vista multipli in un libro [tra l’altro, ho ricevuto una nota da uno dei miei editori (riguardo un pezzo di MOBY che gli mandai) che diceva: “Congratulazioni…credo tu mi abbia appena inviato l’equivalente letterario di un numero di giocoleria con dodici motoseghe volanti”], ma Outlander era il mio primo libro, scritto più per fare pratica, e non volevo fare cose troppo complicate. Se avessi utilizzato flashback della vita di Frank nel contesto di un libro di quelle dimensioni, sarebbero stati visti come travolgenti oppure come distrazioni irrilevanti. Usati nel contesto di episodi televisivi di 55 minuti, essi si equilibrarono magnificamente con la vita di Claire nel XVIII secolo.

Inoltre, c’è una forte connotazione emotiva nel vedere le azioni di Frank negli anni ’40, che ti portano immediatamente ad avvicinarti alla sua storia. Probabilmente, solo ora avrei le doti necessarie nel rendere questa cosa in modo efficace attraverso un libro, ma non le avevo quando scrissi OUTLANDER (e infatti, non avrei mai pensato di farlo; volevo maggiore attenzione su Jamie e sul XVIII secolo, sia perché è lì che c’è la maggior parte del colore e dell’azione della storia, sia anche per aiutare il lettore ad innamorarsi di Jamie e di Claire, in modo tale che avremmo poi capito le scelte future di lei. Ma proprio come l’aspetto emotivo investe gli spettatori nei riguardi di Frank, esattamente lo stesso succede per Jamie – abbiamo dubbi che dopo “The Wedding” Claire non si stia innamorando di lui?).

Vedete, un mezzo visivo velocizza le cose. No hai bisogno necessariamente di una lunga crescita graduale che hai nel testo, perché le immagini sono decisamente più immediate e più facili per il pubblico da assorbire emotivamente parlando.

OK, parliamo della scena “stupro si-stupro no” e di quel che ne segue…

Beh, le persone che hanno letto il libro (e lo ricordano) sanno che è stata una tentata violenza. Claire si aggrappò attorno al collo del suo aggressore mentre lui stava frugando alla ricerca di una, ehm, connessione, lo fece cadere e lo pugnalò ad un rene… ma lui non riuscì proprio a penetrarla.

Le persone che hanno visto lo show solo in tv probabilmente pensano che lui ci sia riuscito perché uno degli “avvertimenti” all’inizio era una “S” che sta per “Stupro”, anche se non c’è alcuno nell’episodio. Ora, che la pensasse così chi ha stilato gli avvertimenti o se fosse una nota “preventiva” (per proteggere gli eventuali spettatori particolarmente sensibili a scene di violenza sessuale)… non lo so.

Ma questa è una di quelle situazioni dove alcune cose dei libri non possono in verità essere mostrate adeguatamente. È assolutamente chiaro nel libro perché siamo nella testa di Claire, e sappiamo cosa lei stia percependo. Ma l’inquadratura non può stare sotto la sua gonna – non c’è modo per lo spettatore di sapere, a meno di non inserire una battuta in cui Claire dice a Jamie: “Non ti preoccupare, non è riuscito a infilarlo…” (il che non sarebbe solo osceno in bocca sua, ma avrebbe anche fatto perdere il suo – e quello del pubblico – senso di shock e di disturbo)… Dovrete trarre da soli le vostre conclusioni.

Stessa cosa per la scena dell’“alga”. Questa scena del libro si interpone tra la scena del combattimento con i Grant e quella degli uomini che istruiscono, al mattino successivo, Claire nell’arte dell’uccidere le persone. È una scena molto intensa (tanto intensa che l’editore del Regno Unito mi chiese di rimuoverla dalla sua edizione del libro, pensando fosse “troppo esplicita” per il suo pubblico <tossisce>. Così questa scena è presente nel mio libro originale OUTLANDER, ma non in CROSS STITCH che è la prima edizione inglese per il Regno Unito. [Vi lascio a fine pagina l’estratto della scena, per quanti volessero…ripercorrerlo].

Non ho affrontato la decisione di omettere questa scena con il team della produzione, sia per non cercare il pelo nell’uovo e sia perché potevo facilmente capire perché fosse stata tolta.

  • Non faceva progredire la trama o non sviluppava un aspetto importante del personaggio. Riconferma il forte senso/bisogno l’uno dell’altra di Jamie e Claire, ma ci sono molte altre scene che lo fanno (ne vediamo una nei successivi cinque minuti). Dunque, non è necessaria (e questa opinione fa capire anche perché ho accettato, se pur con riluttanza, di rimuovere la scena dal libro della versione inglese. È una rimozione che non danneggia la struttura della trama o ci priva di qualcosa di cui abbiamo realmente bisogno. A tale riguardo, è una delle due scene in OUTLANDER che strutturalmente non sono collegate a qualcos’altro (la scena del cavallo d’acqua è l’altra).
  • Andate a rileggervi le osservazioni precedenti sulla questione del tempo. Includere questa scena avrebbe significato lasciarne fuori un’altra; e qualsiasi cosa in questo episodio era necessaria allo scopo indicato tanto dagli scrittori, quanto dai produttori.
  • La scena non sarebbe stata efficace nel film come lo sarebbe stata nel libro, e le ragioni hanno a che fare con le percezioni sensoriali soggettive di Claire. Tu non puoi semplicemente mostrare quello che lei sta vivendo, senza farlo diventare materiale pornografico (e anche così, non c’è un modo possibile per mostrare i testicoli di un uomo che si contraggono nel momento dell’orgasmo, non importa quanto professionalmente premuroso possa essere l’attore). Ma è possibile descriverlo intensamente e schiettamente nel libro, senza essere volgare. Senza quei momenti soggettivi che riguardano il punto di vista di Claire, però, la scena non ha né un senso profondo di intimità, né una intensa sensualità che si ha nella versione del libro; è solo un’altra scena di sesso (anche se una, in verità, con un dialogo abbastanza divertente). E mentre alcuni show televisivi userebbero probabilmente ripetitive scene di sesso solo perché le persone le guarderanno… questa non è fortunatamente una tecnica utilizzata in questo show. Ogni scena di sesso che vedete caratterizza un particolare aspetto emotivo o un particolare punto nella trama.
  • E ora devo proprio andare a lavorare!

[g]


Mi girai e gli misi le braccia al collo.
“Mai quanto lo sono io di te. Sei stato fantastico, Jamie. Non ho mai visto niente del genere.”
Sbuffò per schermirsi, ma pensai che fosse  comunque compiaciuto.
“Era solo una razzia, Sassenach. Lo faccio da quando ho 14 anni. È soltanto un divertimento, sai? Ben diverso da quando ti trovi di fronte qualcuno che ha davvero intenzione di ucciderti.”
“Un divertimento,” ripetei, con voce un po’ debole, “Già”.
Mi strinse più forte a sé, poi infilò una mano più in basso, e cominciò a tirarmi su la gonna. Chiaramente il brivido della battaglia si stava trasformando in un diverso tipo di eccitazione.
“Jamie! Non qui!” protestai, divincolandomi e tirandomi giù la gonna.
“Sei stanca, Sassenach?” domandò preoccupato. “Stai tranquilla, non ci vorrà molto tempo.” Adesso stava arrotolando il pesante tessuto con entrambe le mani.
“No!” replicai imbarazzata dalla presenza dei venti uomini distesi a pochi metri da noi. “Non sono stanca, è solo…” Rimasi senza fiato quando la sua mano riuscì a entrarmi tra le gambe.
“Signore,” bisbigliò. “È scivolosa come un’alga.”
“Jamie! Ci sono venti uomini che dormono qui vicino!” gridai in un sussurro.
“Non dormiranno ancora per molto, se continui a chiacchierare.” Rotolò sopra di me inchiodandomi alla roccia. Mi incuneò il ginocchio tra le cosce e cominciò a spingerlo delicatamente avanti e indietro. Mio malgrado, allargai un poco le gambe. Ventisette anni di decoro non potevano competere con svariate migliaia d’anni di istinto. Se la mia mente aveva da ridire sul fatto di essere presa sulla nuda roccia, accanto a parecchi soldati addormentati, il mio corpo si considerava semplicemente un bottino di guerra ed era ansioso di completare le formalità di resa.
Mi diede un bacio lungo e profondo, la sua lingua dolce e irrequieta nella mia bocca. “Jamie,” ansimai. Si sbarazzò del kilt e premette la mia mano contro di sé.
“Santo Dio!” dissi, impressionata mio malgrado. Il mio senso del decoro scese di un’altra tacca.
“Combattere me lo fa venire terribilmente duro, dopo. Mi vuoi, o no?” disse ritraendosi un poco per guardarmi. Sembrava inutile negarlo con quel genere di prova sotto mano. Era duro come una sbarra d’ottone contro la mia coscia nuda…
“Ehm…. Sì… ma…”
Mi afferrò saldamente le spalle con entrambe le mani. “Sta’ zitta, Sassenach,” disse con autorità. “Non ci vorrà molto.”
E infatti fu così. L’orgasmo cominciò alla prima spinta poderosa, con lunghi fortissimi spasmi. Gli affondai le dita nella schiena, mordendo il tessuto della sua camicia per soffocare ogni rumore. Dopo meno di una dozzina di colpi sentii i testicoli contrarsi contro il suo corpo e venni inondata di liquido caldo. Si accasciò lentamente contro di me scosso da un tremito.

 
– Estratto da Outlander (Corbaccio).

Traduzione a cura di Outlander Italia dall’originale di Diana Gabaldon.